Composizione della crisi da sovraindebitamento, istanza rigettata a Reggio Emilia

Reggio Emilia – importante decisione da parte del Tribunale che rigetta un’ istanza per  la composizione della crisi da sovraindebitamento.

Proseguiamo nel commentare alcune importanti omologhe relative alle procedure di cui alla Legge 3/2012.

Particolarmente interessante il decreto emesso dal Giudice Luciano Varotti il quale rigetta l’Omologa di un Piano di composizione della crisi da sovraindebitamento nonostante il raggiungimento del quorum di voti favorevoli all’ interno della massa dei creditori, in questo caso particolare viene richiamato l’art 10, terzo comma della Legge 3/2012 ove si dice che “il Giudice, accertata la presenza di iniziative o atti di frode ai creditori, dispone la revoca del decreto…” nel caso specifico il soggetto sovraindebitato nei cinque anni precedenti la presentazione dell’istanza aveva costituito un trust a favore di suoi futuri eredi, in un momento in cui la situazione di sovraindebitamento era già confermata e quindi con l ’evidente intento di sottrarre il patrimonio ai propri creditori incontrando, dice testualmente i dettato del Tribunale, gli intenti elusivi del disposto dell’art 2740 del codice civile.

Scrive il giudicante: il trust appare diretto ad ottenere la segregazione dei cespiti… ovvero di un trust diretto a sottrare alla garanzia generica dei creditori i beni oggetto dell’atto di conferimento.

Pertanto sussistendo un atto ritenuto di frode dal Giudice anche in presenza dell’accordo con i creditori, il piano proposto non può essere omologato, a nulla rileva che l’accordo sia più conveniente rispetto a un’azione ordinaria contro il debitore, ne che i creditori abbiano dato consenso alla proposta stessa.

Si conferma quindi che le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento richiedono un’attenta analisi non solo dei criteri di accesso formali, ma anche della situazione sostanziale dell’istante stesso, l’Organismo di composizione della crisi non può che fare emergere la situazione del soggetto sovraindebitato nella sua interezza: è evidente che in caso di operazione elusive, la presentazione dell’istanza di sovraindebitamento non può che essere controproducente, puntando un faro alle possibili criticità del comportamento del soggetto sovraindebitato, senza contare l’ulteriore onere che nel caso di specie vede attribuire al cliente il pagamento del costo dell’Organismo di composizione della crisi.

By | 2017-01-13T15:10:14+00:00 20 maggio 2015 - 13:55|Tags: , , |

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Matteo Arata
Matteo Arata, Presidente dell’Associazione Italiana Sovraindebitamento