Debiti e società di recupero crediti

Debiti – come operano le società di recupero crediti, cosa possono fare, cosa non possono fare e come difendersi da eventuali comportamenti  eccessivamente “aggressivi”

Le società di recupero crediti svolgono un’attività mirata a ottenere il pagamento di un credito, sia quando il debitore si rifiuta di pagare, sia quando si trova in una situazione di momentanea difficoltà nell’onorare i propri debiti.

In questi casi solitamente il creditore si rivolge ad un’agenzia specializzata in recupero crediti, che, attraverso personale specializzato, si rapporta con il debitore al fine di ottenere il pagamento dei debiti non ancora onorati.

Come operano

  1. Diffida di pagamento: per prima cosa l’agenzia invia una diffida di pagamento al soggetto moroso, in cui lo si invita a saldare i debiti entro una data prestabilita e ben precisa.
  2. Recupero crediti telefonico e domiciliare: se questo avviso non sortisce alcun effetto, la società può procedere con il recupero crediti telefonico e successivamente recarsi presso l’abitazione del moroso per invitarlo ad effettuare il pagamento.
  3. Messa in mora: nel caso in cui anche questa volta la somma non venisse corrisposta, si procede con la messa in mora; si invia dunque un’ingiunzione di pagamento comprensiva degli interessi maturati durante ogni giorno di ritardo.
  4. Procedimento giudiziale: se anche in questa fase i debiti non venissero onorati, si renderà necessario un procedimento giudiziale per ottenere l’esecuzione forzata del pagamento. Il decreto ingiuntivo viene emesso dal Tribunale e consiste in un ordine di pagamento, il debitore potrà opporsi entro 40 giorni dando avvio a una vera e propria causa, altrimenti, scaduti i termini, verrà effettuato il sequestro e la conseguente vendita dei beni in possesso del moroso per poter onorare i debiti.

In tempi di crisi e allo scopo di aumentare l’ammontare recuperato, spesso gli operatori telefonici assumono però comportamenti aggressivi e contrari alla normativa vigenti.

Si tratta quasi sempre di condotte isolate, adottate da singoli operatori telefonici e mai avvallate dalle società stesse.

Ma fino a che punto le compagnie di recupero crediti si possono spingere? Quali sono i diritti del debitore?

Per prima cosa è fondamentale conoscere alcuni aspetti della questione, a tal proposito riportiamo di seguito una serie di comportamenti che le società di recupero crediti dovrebbero tenere e l’elenco delle condotte contrarie alla normativa vigente.

Obbligo di informazione esclusivamente all’interessato e non a terzi 

Quando la società di recupero crediti chiama il debitore deve sempre per prima cosa presentarsi,  precisare per conto di chi sta chiamando e per quali debiti.

Conoscere il nome dell’operatore, della società di recupero crediti e del creditore è infatti un diritto del debitore.

Le società di recupero crediti non possono inoltre diffondere informazioni sui mancati pagamenti a soggetti diversi dal diretto interessato, non possono quindi rivelare il motivo della telefonata a colleghi, parenti, vicini di casa del debitore.

Reperimento del numero di telefono

Quando il debitore  ha voluto mantenere privato il proprio recapito telefonico, la società deve astenersi dal reperirlo in modi alternativi (per esempio chiedendolo ai vicini di casa).

Stalking 

Gli incaricati del recupero crediti non possono contattare il debitore in orari irragionevoli, con frequenza superiore a quanto consentito e in luoghi inadeguati (per i motivi sopra esposti).

Sono inoltre vietate le telefonate pre-registrate volte a sollecitare il pagamento.

Numero visibile

Le società di recupero crediti non devono mai nascondere il numero dal quale chiamano, al contrario sono numerosi i casi in cui i debitori vengono contattati in maniera anonima.

Divieto di false dichiarazioni e condotte ingannevoli

Le società di recupero crediti non possono riferire al debitore informazioni false o ingannevoli al solo fine di intimorirlo, così come non possono minacciare azioni o iniziative legali sproporzionate.

Riportiamo uno degli esempi più eclatanti di falsa affermazione: il mancato pagamento dei debiti è un reato e si rischia il carcere.

Segnalazione alla Crif

Spesso le agenzie di recupero crediti minacciano l’inserimento del nominativo del moroso all’interno della banca dati della Crif, ma questo non è possibile se i debiti in questione non sono stati contratti con banche o finanziarie.

Dati personali 

I dati dell’interessato devono essere cancellati una volta che la pratica si è conclusa e i debiti sono stati saldati.

Avvisi di mora 

E’ vietata l’affissione, ad opera di incaricati del recupero crediti, di avvisi di mora sulla porta del debitore, potendo tali dati personali venire a conoscenza di una serie indeterminata di soggetti con conseguente diffusione illecita di dati personali: per la stessa ragione non sono consentiti per legge neanche i messaggi lasciati in segreteria telefonica e le cartoline postali.

 Recupero crediti domiciliare

Gli operatori del recupero crediti possono recarsi presso l’abitazione del debitore, ma non devono in nessun caso ledere la privacy o la dignità di quest’ultimo.

In ogni caso è diritto del debitore non aprire e rifiutarsi di parlare con loro: è severamente vietata, infatti, agli incaricati, la violazione del domicilio dell’interessato cioè l’introdursi nell’abitazione di quest’ultimo senza il suo consenso.

Importante: i soggetti incaricati dal recupero crediti sono semplici privati cittadini, non pubblici ufficiali o ufficiali giudiziari.

Quindi, come difendersi?

Di fronte a incaricati al recupero crediti che attuano modalità operative ai limiti della legalità, fino a praticare un vero e proprio stalking creditizio, è possibile segnalare il comportamento illecito dell’agenzia all’Antitrust e agire in giudizio contro il creditore e l’addetto al recupero crediti per la violazione della propria privacy.

Infine, a proposito degli strumenti a favore del debitore in difficoltà economica, segnaliamo la Legge 3/2012 che introduce una novità rivoluzionaria nell’ordinamento italiano: è diritto del debitore liberarsi dalla pressione di debiti diventati insostenibili riportandoli a quanto può essere effettivamente pagato nella situazione economica attuale. Leggi qui maggiori informazioni sulla Legge 3/2012.

By | 2017-01-13T15:10:13+00:00 24 luglio 2015 - 12:56|Tags: , , |

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A.I.S. – Associazione Italiana Sovraindebitamento, prima associazione attiva sul tema del sovraindebitamento, e punto di riferimento per i professionisti operanti sulle disposizioni dui cui alla Legge 3/2012.