Esdebitazione: le condizioni

L’art. 14 terdecies della Legge 3/2012 stabilisce che il debitore persona fisica può accedere al beneficio dell’ esdebitazione, ovvero sarà liberato dai debiti residui nei confronti di creditori concorsuali e non soddisfatti, a condizione che:

  • abbia cooperato al regolare ed efficace svolgimento della procedura, fornendo tutte le informazioni utili e adoperandosi per l’efficace svolgimento delle operazioni (L. 3/2012, art. 14 terdecies, comma 1, lett. a);
  • non abbia in alcun modo ritardato o contribuito a ritardare lo svolgimento della procedura (L. 3/2012, art. 14 terdecies, comma 1, lett. b);
  • non abbia beneficiato di altra esdebitazione negli otto anni precedenti la domanda (L. 3/2012, art. 14 terdecies, comma 1, lett. c);
  • non sia stato condannato, con sentenza passata in giudicato, per uno dei reati previsti dall’art. 16 (L. 3/2012, art. 14 terdecies, comma 1, lett. d);
  • abbia svolto, nei quattro anni di cui all’art. 14 undecies, un’attività produttiva di reddito adeguata rispetto alle proprie competenze e alla situazione di mercato o, in ogni caso, abbia cercato un’occupazione e non abbia rifiutato, senza giustificato motivo, proposte di impiego (L. 3/2012, art. 14 terdecies, comma 1, lett. e);
  • siano stati soddisfatti, almeno in parte, i creditori per titolo e causa anteriore al decreto di apertura della liquidazione (L. 3/2012, art. 14 terdecies, comma 1, lett. f).

Esdebitazione: casi di esclusione

L’esdebitazione del debitore è dunque uno dei più grandi benefici offerti dalla Legge 3/2012, che però, ai sensi del comma 2 dell’art. 14 terdecies, può in alcuni casi essere esclusa, ovvero quando:

  • il sovraindebitamento del debitore è imputabile ad un ricorso al credito colposo e sproporzionato rispetto alle sue capacità patrimoniali (L. 3/2012, art. 14 terdecies, comma 2, lett a);
  • il debitore, nei cinque anni precedenti l’apertura della liquidazione o nel corso della stessa, a posto in essere atti in frode ai creditori, pagamenti o altri dispositivi del proprio patrimonio, ovvero simulazioni di titoli di prelazione, allo scopo di favorire alcuni creditori a danno di altri (L. 3/2012, art. 14 terdecies, comma 2, lett. b).

Esdebitazione: i casi in cui non opera

Sono state previste dal legislatore anche circostanze in cui l’esdebitazione non opera, ovvero:

  • nel caso di debiti derivanti da obblighi di mantenimento e alimenti (L. 3/2012, art. 14 terdecies, comma 3, lett a);
  • per i debiti da risarcimento dei danni da fatto illecito extracontrattuale, nonché per le sanzioni penali ed amministrative di carattere pecuniario che non siano accessorie a debiti estinti (L. 3/2012, art. 14 terdecies, comma 3, lett b);
  • per i debiti fiscali che, pur avendo causa anteriore al decreto di apertura delle procedure di cui alle sezioni prima e seconda del presente capo, sono stati successivamente accertati in ragione della sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi (L. 3/2012, art. 14 terdecies, comma 3, lett c).

Esdebitazione: la revoca

Il beneficio dell’esdebitazione  è revocabile in ogni momento, su istanza dei creditori, se risulta:

  • che è stato concesso avendo il debitore, nei cinque anni precedenti l’apertura della liquidazione o nel corso della stessa, posto in essere atti volti a frodare i creditori, pagamenti o altri atti dispositivi del proprio patrimoni, ovvero simulazioni di titoli di prelazione, allo scopo di favorire alcuni creditori a danno di altri;
  • che è stato dolosamente o con colpa grave aumentato o diminuito il passivo, ovvero sottratta o dissimulata una parte rilevante dell’attivo ovvero simulate attività inesistenti.
By | 2017-01-13T15:10:12+00:00 28 gennaio 2016 - 13:38|Tags: , , , |

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A.I.S. – Associazione Italiana Sovraindebitamento, prima associazione attiva sul tema del sovraindebitamento, e punto di riferimento per i professionisti operanti sulle disposizioni dui cui alla Legge 3/2012.