Il Sovraindebitamento nel dettaglio

L’art. 6, comma 2, lettera a) della Legge 3 2012 (per maggiori informazioni sulla normativa, clicca qui) definisce il Sovraindebitamento come: “la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente”.

Da una prima analisi, tale definizione, può apparire di facile comprensione, tuttavia questa contiene alcuni rilevanti aspetti sui quali è interessante approfondire attraverso un’analisi più dettagliata, di seguito esposta.

Il Sovraindebitamento: definizione, prima parte

La situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte

La prima parte della definizione descrive il Sovraindebitamento come uno stato di illiquidità ovvero una situazione in cui le risorse, di fatto, esistono ma non sono immediatamente disponibili in quanto si trovano immobilizzate in qualche forma (ad esempio un bene immobile come una casa o un terreno).

In tele circostanza, il debitore non è in grado di far fronte ai debiti scaduti o di imminente scadenza in quanto, anche se il patrimonio di sua proprietà ha un valore complessivo superiore dell’ammontare debitorio, questo non risulta liquidabile in tempi brevi. 

Dalla definizione sopra esposta si evince inoltre che lo squilibrio non deve essere temporaneo, ma “perdurane” e il raffronto dell’ammontare dei debiti contratti deve essere fatto non con il patrimonio nella sua interezza, ma con il “patrimonio prontamente liquidabile”, ovvero con quella parte di patrimonio che può immediatamente tradursi in liquidità tale da consentire il regolare adempimento delle obbligazioni assunte.

Il Sovraindebitamento: definizione, seconda parte

che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente

Dalla seconda parte della definizione si può dedurre che lo squilibrio finanziario di per se non è sufficiente a generare il Sovraindebitamento in quanto occorre che tale squilibrio determini, o sia idoneo a determinare, lo stato di insolvenza (l’art. 5 della legge fallimentare stabilisce che lo stato di insolvenza si manifesta con inadempimenti ed altri fatti esteriori, i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni).

Il debitore che si trova in uno stato di insolvenza manifesta definitivamente l’incapacità di far fronte alle obbligazioni assunte, attraverso inadempimenti o altri fatti esteriori, in altre parole il debitore è insolvente in quanto non possiede le risorse necessarie a soddisfare i debiti contratti.
Tra squilibrio finanziario e insolvenza, deve dunque esservi un rapporto di causa – effetto, un nesso di causalità tra il primo e il secondo che causa il Sovraindebitamento.

In conclusione, il Sovraindebitamento può essere definito come una situazione di squilibrio finanziario tra attività che è possibile liquidare in un breve lasso di tempo (patrimonio prontamente liquidabile) e passività correnti da soddisfare nel breve periodo in quanto scadute o di imminente scadenza, che causa una difficoltà anche temporanea di adempierle regolarmente (che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni), oppure la definitiva incapacità di adempierle regolarmente.

Tale nozione, che definisce il Sovraindebitamento, rende evidente l’intento del legislatore di includere anche situazioni idonee a determinare lo stato di insolvenza, al fine di concedere tutela giuridica non soltanto al debitore insolvente in senso stretto, ma anche al debitore che si trova in una fase premonitrice dell’insolvenza.

By | 2017-01-13T15:10:13+00:00 6 ottobre 2015 - 12:58|Tags: , , , , , |

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Staff AIS
A.I.S. – Associazione Italiana Sovraindebitamento, prima associazione attiva sul tema del sovraindebitamento, e punto di riferimento per i professionisti operanti sulle disposizioni dui cui alla Legge 3/2012.