L. 3/2012: il Gestore della Crisi, compiti e funzioni

Il Decreto Ministeriale 202/2014, recante i requisiti di iscrizione al nel Registro degli Organismi ai sensi della L. 3/2012, definisce il Gestore della crisi come: “la persona fisica che, individualmente o collegialmente, svolge la prestazione inerente alla gestione dei procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento e di liquidazione del patrimonio del debitore”.

Il Gestore della crisi sarà designato dal Referente (per maggiori informazioni sulla figura del Referente, clicca qui) e, al momento della designazione, dovrà comunicare l’accettazione dell’incarico all’ Organismo di Composizione della Crisi.

È importante sottolineare che, come indicato dall’art. 11, comma 3, lett. a del DM 202/2014, il Gestore della crisi ha l’obbligo di sottoscrivere, per ciascun affare per il quale è designato, una dichiarazione di indipendenza che verrà portata a conoscenza del Tribunale, contestualmente al deposito della proposta elaborata ai sensi della L. 3/2012 .

In particolare, il Gestore della crisi è considerato indipendente quando:

  • non è legato al debitore e a colore che hanno interesse all’ operazione di composizione o di liquidazione (di cui alla L. 3/2012) da rapporti di natura personale o professionale tali da comprometterne l’indipendenza;
  • possiede i requisiti previsti dall’art. 2399 del codice civile;
  • non ha prestato, negli ultimi 5 anni, neanche per il tramite di soggetti con i quali è unito in associazione professionale, lavoro subordinato o autonomo in favore del debitore, ovvero partecipato agli organi di amministrazione o di controllo.

Le funzioni del Gestore della crisi, previste dalla L. 3/2012, sono assai diverse e vengono scandite nei momenti principali della procedura, di seguito esposte.

Fase di presentazione della proposta, ai sensi della L. 3/20121

In questa fase il Gestore della crisi ha il compito di redigere un’attestazione di fattibilità del piano.
Qualora la proposta preveda che i crediti muniti di privilegio, pegno o ipoteca non vengano soddisfatti integralmente, il Gestore della crisi è tenuto a redigere una relazione nella quale sia previsto il pagamento in misura non inferiore a quello realizzabile, in ragione della collocazione preferenziale sul ricavato in caso di liquidazione. Tale relazione può essere prodotta autonomamente ovvero può rappresentare una parte dell’ attestazione di fattibilità del piano da allegare alla proposta.
Infine, nel caso di un Piano del Consumatore, il Gestore è tenuto a depositare una relazione particolareggiata, sviluppata ai sensi della L. 3/2012, ovvero contenente:

  • l’indicazione della cause dell’indebitamento e della diligenza impiegata dal consumatore nell’ assumere volontariamente tali obbligazioni;
  • l’esposizione delle ragioni dell’incapacità del debitore ad adempiere le obbligazioni assunte;
  •  il resoconto sulla solvibilità del consumatore negli ultimi 5 anni;
  • l’indicazione della eventuale esistenza di atti del debitore impugnati dai creditori;
  • il giudizio sulla completezza e sull’ attendibilità della documentazione depositata dal consumatore a corredo della proposta, nonché sulla probabile convenienza del piano rispetto all’ alternativa liquidatoria.

Fase precedente e di approvazione della proposta da parte dei creditori, ai sensi della L. 3/2012 (fase non prevista per la procedura di Piano del Consumatore)

Secondo quanto previsto dalla L. 3/2012, dal momento del deposito della proposta è cura del Gestore della crisi provvedere entro 3 giorni a presentare la stessa all’ agente di riscossione e agli uffici fiscali, anche presso gli enti locali competenti sulla base dell’ultimo domicilio fiscale del proponente.

Una volta ammessa la proposta il Giudice delegato, nello stesso decreto, fisserà i compiti del Gestore della crisi nell’ ambito della indicazioni di cui all’art. 10 della L. 3/2012.

Il Gestore sarà tenuto inoltre a comunicare a tutti i creditori la proposta e il decreto di ammissione.

In particolare, nel caso di Accordo, il Gestore è tenuto a redigere una breve relazione da depositarsi prima dell’udienza dei creditori sull’esito delle votazioni, allegando alla stessa i consensi e i dissensi ricevuti. Nella relazione il Gestore dà atto dei creditori ammessi al voto, dei votanti, dei non votanti e dei voti contrari pervenuti, indicando, in particolare, se è stato raggiunto il quorum del 60% previsto dall’art. 11 della L. 3/2012.

Se l’Accordo è raggiunto, l’ O.C.C. trasmette a tutti i creditori la relazione allegando il testo dell’accordo stesso.

Nei 10 giorni successivi al ricevimento della relazione, i creditori potranno sollevare eventuali contestazioni, decorso tale termine, il Gestore trasmette al Giudice una relazione definitivi sulla fattibilità del piano.

Fase di omologazione della proposta, ai sensi della L. 3/2012

Il Giudice omologa l’accordo e l’O.C.C. è tenuto alla pubblicazione del decreto analogamente a quanto stabilito per l’ammissione.

Quest’ultimo, inoltre, deve provvedere alla trascrizione del decreto di omologa presso i registri immobiliari in caso di immobili e presso gli uffici competenti in caso di beni mobili registrati

In questa fase, Gestore della crisi è tenuto ad effettuare la pubblicità presso il Registro delle imprese.

Fase di esecuzione della proposta o nella liquidazione, ai sensi della L. 3/2012

In sede di esecuzione dell’Accordo o del Piano del Consumatore, il Gestore della crisi dovrà risolvere eventuali difficoltà che insorgono e vigilare sull’ esatto adempimento dello stesso, comunicando ai creditori ogni eventuale irregolarità dell’adempimento.

Quando l’esecuzione dell’Accordo o del Piano del Consumatore diviene impossibile per ragioni non imputabili al debitore, il Gestore della crisi dovrà coadiuvare il debitore o il consumatore nella modifica della proposta, ai sensi della L. 3/2012.

By | 2017-01-13T15:10:12+00:00 11 novembre 2015 - 10:34|Tags: , , , , , |

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A.I.S. – Associazione Italiana Sovraindebitamento, prima associazione attiva sul tema del sovraindebitamento, e punto di riferimento per i professionisti operanti sulle disposizioni dui cui alla Legge 3/2012.