Legge 3/2012: l’iter di approvazione

La Legge 3/2012 nella sua forma definitiva, è in realtà il risultato di un lungo e complesso procedimento legislativo volto a rendere la normativa idonea a fornire strumenti utili alla gestione delle varie situazioni di Sovraindebitamento dei soggetti non fallibili, soggetti che presentano caratteristiche profondamente differenti l’uno dall’altro.

La Legge 3/2012 (per maggiori informazioni sulla Legge 3/2012, cliccare qui) è dunque una disciplina innovativa che ha l’obiettivo di porre rimedio alle situazioni di Sovraindebitamento al fine di tutelare il debitore onesto e in difficoltà dal rischio di perdere tutto e di essere escluso a vita da ogni forma di attività economica.

 Legge 3/2012: l’inter legislativo

Prima lettura in Senato

L’entrata in vigore della Legge 3/2012 ha inizio al Senato in data 23 settembre 2008 con l’analisi in Commissione dell’AS 307, approvato dal Senato stesso in data 1 aprile 2009, con il nuovo titolo “Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento”.

Prima lettura alla Camera

Tale provvedimento viene successivamente sottoposto all’esame della Camera attraverso l’Atto Camera n. 2364 (AC 2364) e viene approvato con modificazioni in data 26 ottobre 2011, tali novelle determinano la necessità di un ulteriore esame al Senato (che avverrà attraverso l’Atto di Senato n. 307-B).

In questa fase del procedimento legislativo, al fine di ovviare i tempi della definitiva approvazione all’AS 307-B, il Governo interviene per accelerare l’introduzione della Legge sul Sovraindebitamento, attraverso l’emanazione del decreto-legge n. 212 del 22 dicembre 2011.

Il testo del decreto-legge n. 212 riproduceva sostanzialmente le direttive approvate dalla Camera attraverso l’introduzione di un organico di norme finalizzate a porre rimedio alle situazioni di Sovraindebitamento di soggetti non fallibili offrendo a tali individui la possibilità di concordare con i creditori un piano di rientro dai debiti che determini la finale esdebitazione.

Seconda lettura in Senato 

In questa fase del procedimento legislativo della Legge 3/2012, la consapevolezza dello stato ormai avanzato dell’iter dell’AS 307-B ha indotto il Senato ad anteporre alla conversione del decreto – legge n. 212, l’approvazione del disegno di legge di iniziativa parlamentare (AS 307 – B). Viene così definitivamente approvata dal Senata in data 17 gennaio 2012, la Legge 3/2012 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 24 del 30 gennaio 2012 e destinata ad entrare in vigore il 29 febbraio 2012.

Attraverso una vocatio legis volutamente lunga, il Governo e la Commissione Giustizia del Senato hanno ritenuto di poter utilizzare i tempi necessari ai fini del completamento dell’iter di conversione del d.l. n. 212 per rettificare alcuni aspetti della Legge 3/2012, prima dell’entrata in vigore della stessa: vengono così spiegate le ragioni delle novelle apportate dal Senato al testo originario del decreto-legge, giunte alla Camera tramite l’A.C. 4933.

La Camera, chiamata ad esaminare le complesse modifiche alla Legge sul Sovraindebitamento nei tempi ristretti della conversione di un decreto – legge, ha preferito eliminare dal citato decreto tutti gli interventi sulla materia e ha invitato il Governo a provvedere eventualmente con la presentazione di un disegno di legge apposito.

In data 29 febbraio 2012 entra dunque in vigore in testo della Legge 3/2012 senza le auspicate modifiche.

Il Governo presenta dunque alla Camera il disegno di legge A.C. 5117 attraverso cui intende modificare la Legge 3/2012 per quanto riguarda la composizione della crisi da Sovraindebitamento, in particolare tale provvedimento:

  • introduce un ulteriore procedimento per la composizione della crisi, specifico per il consumatore inteso come debitore persona fisica che ha assunto obbligazioni per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta. In particolare, al privato viene attribuita la facoltà di proporre ai creditori, con l’ausilio di un OCC, un piano di rientro dal debito, tale piano verrà omologato previa valutazione da parte del Giudice in merito alla condotta del debitore che non deve in alcun modo aver causato il Sovraindebitamento.
  • riduce al 60% la soglia prevista per il raggiungimento dell’accordo tra debitore non consumatore e creditori;
  • prevede la possibilità di un pagamento anche non integrale dei crediti privilegiati;
  • introduce la possibilità della procedura di liquidazione di tutti i beni del debitore, anche se consumatore.

Tali auspicate modifiche sono state apportate attraverso l’articolo 18 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 (convertito nella Legge 221/2012) che ha riformato il Capo II della Legge sul Sovraindebitamento nel senso auspicato dal Governo con il disegno di legge A.C. 5117 e generato la Legge 3 2012 così come oggi viene applicata dai Tribunali italiani.

By | 2017-01-13T15:10:12+00:00 16 febbraio 2016 - 14:05|Tags: , , , , |

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A.I.S. – Associazione Italiana Sovraindebitamento, prima associazione attiva sul tema del sovraindebitamento, e punto di riferimento per i professionisti operanti sulle disposizioni dui cui alla Legge 3/2012.