Organismo di Composizione della Crisi: funzioni e requisiti

La Legge 3/2012 relativa al Sovraindebitamento, ha individuato come protagonista delle procedure, l’ Organismo di Composizione della Crisi che è definito dall’art. 2, comma 1, lettera b) del D.M. n.202 del 2014 come: “articolazione interna di uno degli enti pubblici individuati dalla Legge e dal presente regolamento che, anche in via non esclusiva, è stabilmente destinata all’erogazione del servizio di gestione della crisi da sovraindebitamento“.

Organismo di Composizione della Crisi: le funzioni

L’articolo 15 della Legge 3/2012 delinea le funzioni dell’Organismo di Composizione della Crisi che ha il compito di assumere ogni iniziativa funzionale alla predisposizione del piano di ristrutturazione e all’esecuzione dello stesso, tale organismo segue quindi la procedura di Sovraindebitamento dall’inizio fino alla conclusione della stessa, trovandosi a compiere contemporaneamente attività di consulente legale e finanziario del debitore, ausiliario del Giudice e di garanzia nei confronti dei terzi in generale e dei creditori in particolare.

L’Organismo di Composizione della Crisi è chiamato ad ottemperare diverse funzioni, esso infatti:

  • è di aiuto al debitore nell’ elaborazione della proposta ai creditori e nell’ esecuzione della stessa;
  • assume il ruolo di liquidatore giudiziale nell’ accordo o nei piani del consumatore omologati;
  • è di ausilio al Giudice nella redazione della relazione particolareggiata, nel rilascio dell’attestazione di fattibilità del piano;
  • cura le comunicazioni con i creditori;
  • svolge le formalità pubblicitarie;
  • predispone e invia la relazione ai creditori sui consensi espressi e, successivamente, al Giudice con le contestazioni ricevute;
  • assume la funzione di liquidatore nella procedura di liquidazione di beni o Gestore della liquidazione.

L’Organismo di Composizione della Crisi, ai fini dello svolgimento dei compiti previsti dalla normativa sul Sovraindebitamento e previa autorizzazione gel Giudice, può accedere ai dati contenuti nell’ anagrafe tributaria, nei sistemi di informazioni creditizie, nelle centrali rischi e nelle altre banche dati pubbliche.

L’articolo 15 della Legge 3/2012 prevede inoltre che i compiti e le funzioni attribuite agli Organismi di Composizione della Crisi possano essere svolti anche da un professionista (o da una società tra professionisti) in possesso dei requisiti di cui all’art. 28 della legge fallimentare e successive modificazioni, ovvero da un notaio. In questo specifico caso il professionista è nominato, su istanza del debitore, dal Tribunale.

Da quanto sopra esposto risulta evidente come il ruolo dell’Organismo di Composizione della Crisi oltre a richiedere numerose competenze tecniche e specifiche, potrebbe generare situazioni di potenziale conflitto di interesse.
Tali criticità sembrano essere affrontate dall’art. 4, comma 5 del decreto ministeriale 202/2014 che prevede un’adeguata formazione da parte dei professionisti che intendono aderire all’Organismo di Composizione della Crisi, inoltre dall’ articolo 2 del suddetto decreto viene previsto l’affidamento dell’incarico congiunto ad un Collegio di Gestori.

Ogni Organismo ha infine l’obbligo di:

  • istituire un elenco dei Gestori della crisi da comunicare al Ministero competente e un registro informatico degli affari con le annotazioni relative al numero d’ordine progressivo della procedura, ai dati del debitore, al Gestore della crisi designato, all’esito del procedimento;
  • trattare i dati raccolti nel rispetto del Codice in materia di protezione dei dati personali (d. Lgs. 196/2003).

Organismo di Composizione della Crisi: i requisiti

Il decreto n. 202/2014, recante i requisiti di iscrizione degli Organismi di Composizione della Crisi, disciplina:

  • le modalità di iscrizione nel registro tenuto presso il Ministero;
  • la formazione dell’elenco degli iscritti e la sua revisione periodica;
  • la sospensione e la cancellazione dal registro dei singoli organismi;
  • la determinazione dei compensi e dei rimborsi spese spettanti agli Organismi a carico dei soggetti che ricorrono alla procedura.

Il registro è suddiviso in due sezioni, in particolare:

  • nella sezione A sono iscritti di diritto, su semplice domanda, gli Organismi di Composizione della Crisi costituiti presso le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura ai sensi dell’art. 22 della legge 29 dicembre 1993, n. 580; il segretario sociale costituito ai sensi dell’articolo 22, comma 4, lettera a), della legge 8 novembre 2000, n. 328 e gli ordini professionali degli Avvocati, dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e dei notai, anche quando associati tra loro;
  • nella sezione B sono iscritti, a domanda, gli organismi costituiti dai  Comuni, dalle Provincie, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dalle istituzioni universitarie pubbliche.

Il responsabile, ai fini dell’ iscrizione nella sezione A del registro, verifica la sussistenza dei seguenti requisiti:

  • la presenza di un Referente dell’organismo al quale sia garantito un adeguato grado di indipendenza;
  • il rilascio di una polizza assicurativa con massimale non inferiore a un milione di euro per le conseguenze patrimoniali comunque derivanti dallo svolgimento del servizio di gestione della crisi;
  • la conformità del regolamento dell’organismo alle disposizioni previste dal decreto n. 202/2014.

Per quanto riguarda l’ iscrizione alla sezione B del registro, gli organismi devono essere in possesso dei medesimi requisiti richiesti ai fini dell’accesso alla sezione A, inoltre il responsabile del registro procede a ulteriori controlli, ovvero verifica:

  • che l’organismo sia costituito quale articolazione interna di uno degli enti pubblici di cui all’ articolo 4, comma 1 del decreto n. 202/2014;
  • il numero dei gestori della crisi, non inferiori a cinque, che abbiano dichiarato la disponibilità a svolgere le funzioni di gestione della crisi in via esclusiva per l’organismo;
  • la sede dell’organismo.

Al fine di svolgere al meglio le proprie funzioni, l’Organismo di Composizione della Crisi necessita di professionisti che siano in grado gestire al meglio le procedure di Sovraindebitamento, interviene in tal senso l’articolo 4 del decreto n. 202/2014 che al comma 5 individua i requisiti professionali dei Gestori della crisi iscritti negli elenchi di cui alla sezioni A e B. Tali requisiti consistono:

  • nel possesso di laurea magistrale, o di titoli di studio equipollente, in materie economiche o giuridiche;
  • nel possesso di una specifica formazione acquisita tramite la partecipazione a corsi di
    perfezionamento istituiti a norma dell’articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, di durata non inferiore a duecento ore nell’ambito disciplinare della crisi dell’impresa e di sovraindebitamento, anche del consumatore. I corsi di perfezionamento sono costituiti con gli insegnamenti concernenti almeno i seguenti settori disciplinari: diritto civile e commerciale, diritto fallimentare e dell’esecuzione civile, economia aziendale, diritto tributario e previdenziale. La specifica formazione di cui alla presente lettera può essere acquisita anche mediante la partecipazione ad analoghi corsi organizzati dai soggetti indicati al comma 2 in convenzione con università pubbliche o private;
  • nello svolgimento presso uno o più organismi, curatori fallimentari, commissari giudiziali,
    professionisti indipendenti ai sensi del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, professionisti delegati per le operazioni di vendita nelle procedure esecutive immobiliari ovvero nominati per svolgere i compiti e le funzioni dell’organismo o del liquidatore a norma dell’articolo 15 della legge, di un periodo di tirocinio, anche in concomitanza con la partecipazione ai corsi di cui alla lettera b), di durata non inferiore a mesi sei che abbia consentito l’acquisizione di competenze mediante la partecipazione alle fasi di elaborazione ed attestazione di accordi e piani omologati di composizione della crisi da sovraindebitamento, di accordi omologati di ristrutturazione dei debiti, di piani di concordato preventivo e di proposte di concordato fallimentare omologati, di verifica dei crediti e di accertamento del passivo, di amministrazione e di liquidazione dei beni;
  • nell’acquisizione di uno specifico aggiornamento biennale, di durata complessiva non inferiore a quaranta ore, nell’ambito disciplinare della crisi dell’impresa e di sovraindebitamento, anche del consumatore, acquisito presso uno degli ordini professionali di cui al comma 2 ovvero presso un’università pubblica o privata.

E’ importante sottolineare che al comma 4 dell’art. 6, per i professionisti  appartenenti agli ordini professionali (avvocati, commercia e notai), si stabilisce che:

  • la durata dei corsi di cui al comma 5, lettera b) dell’art. 4 del decreto n. 202/2014 è di quaranta ore;
  • è prevista la possibilità di individuare specifici casi di esenzione dell’applicazione delle disposizioni previste alle lettere b) e d) dell’art. 4, comma  5 del decreto n. 202/2014;
  • non si applicano le disposizioni previste dalla lettera c) dell’art. 4, comma 5 del decreto n. 202/2014.

Infine, a completamento dei requisiti degli Organismi di Composizione della Crisi, il responsabile della tenuta del registro, verificherà i requisiti di onorabilità dettagliatamente indicati all’art. 4, comma 8, del decreto n. 202/2014.

PDF_DECRETO MINISTERIALE 24 settembre 2014 n 202

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Staff AIS
A.I.S. – Associazione Italiana Sovraindebitamento, prima associazione attiva sul tema del sovraindebitamento, e punto di riferimento per i professionisti operanti sulle disposizioni dui cui alla Legge 3/2012.