Sovraindebitamento: a Brescia il caso della settimana

Sovraindebitamento: si parla molto in astratto della Legge 3/2012, ma cosa dicono le prime sentenze / omologhe sui casi concreti?
L’Associazione Italiana Sovraindebitamento, con questa rubrica, si pone l’obbiettivo di condividere gli aspetti più importanti delle pratiche di Sovraindebitamento presentate nei Tribunali italiani.

Questa settimana esponiamo il caso di un imprenditore di Brescia che da lungo tempo operava nel trading con i Paesi del Nord Africa, imprenditore il cui business è stato travolto dalle primavere arabe e che si è così trovato nell’impossibilità di onorare i debiti contratti verso il sistema bancario: richiederà la Liquidazione del Patrimonio per poter ottenere la successiva esdebitazione, ovvero la liberazione dai debiti non pagati.

Il Fatto

Come è a tutti noto, i recenti fenomeni geopolitici che a partire dal 2010 hanno interessato i Paesi arabi, hanno in molti casi reso impossibile il proseguimento delle attività di tante aziende che collaboravano con questi Paesi o che in questi Paesi avevano collocato le proprie sedi produttive.

Il caso di Sovraindebitamento che trattiamo oggi riguarda proprio una crisi generata a seguito delle circostanze sopra esposte: dopo trent’anni di attività nell’import – export, a causa di tali disordini, l’imprenditore si è visto costretto ad abbandonare ogni attività perdendo quanto costruito durante gli anni di lavoro.

A seguito di tale improvviso sconvolgimento, il debito bancario contratto in Italia è diventato insostenibile, gli istituti bancari avevano inoltre già promosso azioni esecutive volte a vendere all’asta i beni, beni che risultavano però di valore più basso rispetto all’ammontare complessivo del debito contratto: l’imprenditore si sarebbe così visto privare della casa e di tutte le altre proprietà, ma sarebbe comunque rimasto debitore verso Banche e Fisco.

All’istante, che negli ultimi 3 anni ha di fatto bloccato la propria attività economica, viene riconosciuta la qualifica di imprenditore commerciale sotto soglia di fallibilità e ha pertanto potuto accedere alla Legge sul Sovraindebitamento: viene fatta di nomina di un Organismo di Composizione della Crisi, ai sensi della L. 3/2012, con l’ausilio del quale sarà presentato un Piano di Liquidazione del Patrimonio.

Il Piano Omologato: la Liquidazione del Patrimonio

In questo caso è stata omologata una procedura di Liquidazione del Patrimonio, stante l’impossibilità per il debitore di fare un’offerta in continuità ai propri creditori.

La procedura di Sovraindebitamento ha comportato il blocco della procedura esecutiva in essere (il bene era già stato mandato all’asta 3 volte senza essere stato venduto), nel quale subentrerà il nominato liquidatore.

Il commento

Se i beni verranno comunque venduti, quale vantaggio per il soggetto istante?

In rapporto a tale domanda è necessario fare una premessa, ovvero che siamo di fronte a un soggetto che sicuramente può essere qualificato come diligente, cioè ha assunto il debito quando era ragionevole pensare di poterlo ripagare e la crisi è intervenuta per cause a lui non imputabili.

In tali condizioni è concretamente ipotizzabile che, alla fine della procedura di Sovraindebitamento, il debitore possa richiedere l’esdebitazione, ovvero la cancellazione del debito non pagato.

In questo specifico caso poi risulta non banale lo “sgravio” del debitore dalle pressioni dei creditori che sotto varie forme sollecitano continuamente il rientro dai debiti, sgravio che pone le basi per poter rientrare nell’animo di nuove idee imprenditoriali.

Si aprirà quindi con la nomina del liquidatore, un percorso in cui il Tribunale si farà carico della gestione di tutti i debiti formando uno stato del passivo.

Soltanto dopo tale percorso, sarà riavviata l’esecuzione dei beni con la messa all’asta del patrimonio di proprietà del debitore.

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Matteo Arata
Matteo Arata, Presidente dell’Associazione Italiana Sovraindebitamento