Sovraindebitamento: a Como il caso della settimana

Sovraindebitamento: si parla molto in astratto della Legge 3/2012, ma cosa dicono le prime sentenze / omologhe sui casi concreti?
L’Associazione Italiana Sovraindebitamento, con questa rubrica, si pone l’obbiettivo di condividere gli aspetti più importanti delle pratiche di Sovraindebitamento presentate nei Tribunali italiani.

Questa settimana esponiamo un caso che pone in risalto uno degli aspetti di maggior interesse delle procedure dalla Legge 3/2012, rappresentato dalla sospensione di tutte le procedure esecutive in seguito alla presentazione del piano presso il Tribunale competente.

Il Fatto

Il caso di cui si scrive, patrocinato dalla scrivente, Avvocato Agnese Casalaina, ha visto protagonisti due coniugi, entrambi pensionati, che hanno ipotecato la propria abitazione per garantire finanziamenti e mutui necessari ad aiutare e sovvenzionare i propri figli nell ’avviamento di attività commerciali.

I debiti assunti nella qualità di garanti e datori di ipoteca sarebbero dovuti essere corrisposti dai redditi provenienti dalle attività dei figli, tuttavia, a seguito della crisi economico-finanziaria intervenuta nel Paese, le stesse non hanno prodotto i risultati sperati.

I creditori, posti i mancati pagamenti dei finanziamenti, hanno quindi intrapreso un’esecuzione immobiliare in danno dei datori di ipoteca e fidejussori: l’immobile è stato dunque posto all’asta e si accingeva, dopo diversi ribassi, ad essere compravenduto.

Il piano presentato: Liquidazione Del Patrimonio

E’ in questo quadro che le Parti hanno adito il Tribunale accedendo alla procedura di liquidazione del patrimonio prevista dalla Legge sul Sovraindebitamento, grazie alla quale, hanno ottenuto la sospensione della procedura esecutiva in essere: l’immobile sarà quindi compravenduto all’ interno della procedura liquidatoria senza i pregiudizi derivanti da una vendita all’ asta, ma soprattutto con i “benefici” di cui alle legge 3/2012.

Nel caso in esame, peraltro, ai due coniugi, su richiesta della scrivente, è stato concesso di vivere nella propria abitazione, fino alla vendita della stessa.

Infine, è importante rilevare che, al termine della procedura liquidatoria intrapresa, sarà possibile richiedere l’esdebitazione: ciò, ovviamente, per tutti i debiti non interamente soddisfatti dalla vendita del bene e secondo il dettato previsto dalla medesima normativa sul Sovraindebitamento.

Il commento

Appare chiaro come la fattispecie in esame rappresenti un caso di Sovraindebitamento del tutto peculiare: infatti i signori si sono rivolti al Tribunale in un momento in cui la fase esecutiva era già piuttosto avanzata e l’immobile stava per essere compravenduto. Nonostante ciò, grazie alle tutele predisposte dalla normativa sul Sovraindebitamento, di cui alla nota legge 3/2012, è stato possibile sospendere detta procedura esecutiva immobiliare, evitando cosi la “svendita” dell’immobile con conseguente insoddisfazione della maggior parte dei creditori.
Attraverso la Liquidazione del Patrimonio quindi, oltre ad essere ristabilita la c.d. par condicio creditorum, vi è la possibilità, laddove vengano rispettati i requisiti di cui alla normativa sul Sovraindebitamento, di ottenere l’ esdebitazione per i debiti non onorati/soddisfatti dalla liquidazione: le Parti, in sostanza, una volte conclusa la procedura, saranno libere da tutti i debiti assunti ancorché non interamente onorati.

Avv. Agnese Casalaina

By | 2017-01-13T15:10:12+00:00 6 novembre 2015 - 11:29|Tags: , , , |

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Staff AIS
A.I.S. – Associazione Italiana Sovraindebitamento, prima associazione attiva sul tema del sovraindebitamento, e punto di riferimento per i professionisti operanti sulle disposizioni dui cui alla Legge 3/2012.