Sovraindebitamento: a Treviso il caso della settimana

Sovraindebitamento: si parla molto in astratto della Legge 3/2012, ma cosa dicono le prime sentenze / omologhe sui casi concreti?
L’Associazione Italiana Sovraindebitamento, con questa rubrica, si pone l’obbiettivo di condividere gli aspetti più importanti delle pratiche concluse con successo nei Tribunali italiani.
Questa settimana esponiamo il caso di una snc di Treviso che ha chiuso la propria posizione debitoria attraverso un Piano di Accordo di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento.

Il fatto

Due imprenditori titolari di una snc con sede a Treviso operano nel settore dello stampaggio produzione plastica. A seguito della crisi del mercato, la società subisce un calo degli ordini e dei ricavi, comportando per l’azienda l’incapacità di far fronte ai debiti contratti per la propria attività.
A seguito di tali problemi finanziari, la situazione dell’azienda precipita al punto di vedersi revocati gli affidamenti bancari e giungere allo sfratto dei locali in cui la società operava.
L’azienda dagli ultimi 3 bilanci risulta essere non fallibile e pertanto può avvalersi della Legge 3/2012 (per maggiori informazioni sulla piccola impresa non fallibile, clicca qui)
Viene fatta richiesta di nomina dell’Organismo di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento e, attraverso quest’ultimo, presentato al Tribunale un Piano di Accordo di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento che, attestata la sua fattibilità da parte dell’Organismo, ha portato all’ omologa dello stesso.

Il Piano omologato: Accordo di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento

Unendo i debiti personali dei due soci, i debiti dell’azienda e i costi della procedura, la posizione debitoria complessiva è pari a circa 160.000 euro di debiti privilegiati e 102.000 euro di debiti chirografari, per un totale di circa 260.000 euro. Per soddisfare i creditori, i soci mettono a disposizione della procedura un immobile di loro proprietà (in cui vivono) dal quale viene stimato un ricavo possibile tra i 170 ed i 220 mila euro circa.
Tali importi permettono di saldare in ogni caso i debiti privilegiati e di dare una soddisfazione ai chirografari che varierà tra il 60% e il 4% circa, a seconda del prezzo di vendita dell’immobile.
Il piano è stato sottoposto al voto dei creditori che l’hanno accettatto con una maggioranza superiore al 60% e quindi, non rilevati elementi ostativi, il Tribunale ha provveduto all’omologa dello stesso.
Da rilevare che tale ipotesi soddisfa l’alternativa liquidatoria, in quanto, i 2 soci non hanno altri beni liquidabili, ma addirittura si rendono disponibili a liberare per la vendita l’immobile  in cui vivono, in modo da massimizzarne il prezzo di vendita e quindi il ricavo per i creditori.

Il commento

Questo caso evidenzia l’aspetto più tipico della procedura di Sovraindebitamento, ovvero un vantaggio sia per il debitore che per il creditore.
Quale vantaggio per il debitore?
Mettendo a disposizione un immobile che molto probabilmente andrebbe comunque perso a seguito dell’attacco da parte dei creditori, i 2 soci si sono liberati di un debito maggiore del valore del bene, ottenendo l’esdebitazione di quanto non pagato.
Nel caso specifico, vista l’età ormai prossima alla pensione, i 2 soci hanno scelto di mettersi a riposo senza portarsi appresso vecchi debiti, evitando che i creditori intraprendessero azioni legali volte al recupero del credito vantato.
I creditori invece hanno ottenuto 2 vantaggi: hanno recuperato quanto possibile in un tempo molto più veloce rispetto a quello richiesto da un’esecuzione immobiliare e hanno evitato i costi per il recupro coattivo del debito, oltre all’impegno connesso alle procedure stesse.
Il sintesi, rispetto alla classica situazione in cui banche e creditori avrebbero aggredito il debitore con decreti ingiuntivi, pignoramenti ecc… la situazione viene risolta molto più velocemente con reciproco vantaggio.
Importante sottolinerare due dettagli che suscitano interesse:
– Il primo è che i debitori hanno ottenuto che dalla vendita dell’immobile, 3.000 euro fossero a loro riservati per       pagare le spese del trasferimento in una nuova abitazione, che ci conferma il grado elevato di “libertà” possibile in fase di impostazione della proposta che è possibile sottoporre ai creditori.
– Secondo aspetto rilevante, è il meccanismo utilizzato per definire la convenienza del piano per i creditori chirografari: nel caso specifico si mettono sul tavolo varie ipotesi, non definendo una percentuale precisa ma facendo un ventaglio di possibilità legato al prezzo di vendita del bene. Viene quindi in qualche modo replicato il meccanismo consolidato nelle cosiddette procedure concorsuali maggiori, ovvero fallimento e concordato.

A breve pubblicheremo l’esposizione di altre omologhe relative alla legge 3 2012.

Matteo Arata

Presidente Associazione Italiana Sovraindebitamento

By | 2017-01-13T15:10:13+00:00 11 settembre 2015 - 11:08|Tags: , , , , , |

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A.I.S. – Associazione Italiana Sovraindebitamento, prima associazione attiva sul tema del sovraindebitamento, e punto di riferimento per i professionisti operanti sulle disposizioni dui cui alla Legge 3/2012.