Sovraindebitamento: a Monza il caso della settimana

Ancora un’omologa dal Tribunale di Monza

A.I.S. Associazione Italiana Sovraindebitamento condivide con voi gli aspetti più importanti presentati dai suoi associati nei Tribunali italiani. In questo caso, grazie alla Legge 3 2012, due pensionati residenti a Monza hanno visto finalmente approvata la loro proposta di accordo di composizione (cd. “piccolo concordato”)

Il fatto

La procedura di sovraindebitamento omologata con sentenza definitiva a Monza, riguarda due pensionati che nel corso degli anni hanno regolarmente onorato i propri debiti. Debiti fatti principalmente per la ristrutturazione della loro casa di proprietà.

Qualche anno fa, però, la figlia della coppia si è trovata in una grave situazione di indebitamento, a causa della perdita del lavoro. I genitori quindi per sostenerla economicamente in questo difficile momento hanno chiesto ulteriori prestiti. Prestiti che sono stati loro concessi, ma con tassi di interesse troppo alti per la loro sostenibilità. Alla sempre più complicata situazione economica si è aggiunto inoltre un serio problema di salute della moglie, accentuato anche dallo stress causato dalla difficile situazione in cui si trovano.

I coniugi di Monza sono tra i primi (l’accesso iniziale alla loro procedura è stato proprio nel 2015) ad avvicinarsi alla Legge 3 2012 sul sovraindebitamento. Dopo la nomina di un Organismo di Composizione della Crisi, verrà presentata una proposta di Accordo ai creditori che otterrà il voto positivo degli stessi.

Il Piano omologato: l’Accordo con i creditori

Il Piano presentato prevede che mensilmente la coppia paghi, con una rata, il mutuo restante della casa e con una seconda rata le finanziarie. Il tutto per un periodo considerato congruo di sette anni. I creditori chirografi sarebbero saldati per il 30% di quanto a loro dovuto.

Viene presentata istanza di accordo con i creditori ai sensi dell’art. 7 della Legge 3 2102. Istanza corredata dall’ attestazione di sostenibilità del nominato O.C.C. Come già sottolineato, i creditori hanno votato a maggioranza la proposta e quindi il Piano è stato omologato.

Il commento

La procedura di per sè rappresenta un caso da manuale, ovvero si tratta di un due persone che in funzione di un reddito certo, sono state affidate dal sistema bancario per rate molto superiori a quello che potevano pagare, finendo in una situazione di insolvenza. Una proposta fatta seriamente ai creditori ha permesso di trovare un equilibrio, con un parziale rientro del credito.

Da notare però che tra i debiti chirografi stralciati, sono ricomprese alcune cessioni del quinto dello stipendio. Nonostante l’opposizione del creditore, sono state correttamente qualificate come credito chirografo, in quanto la cessione delle rate future al momento della presentazione del piano non è ancora perfezionata.

Altro dettaglio è la durata del piano approvato, durata sulla quale si riscontrano orientamenti molto diversi da Foro a Foro. Nel caso specifico di Monza, la durata del piano di sette anni è stata ritenuta ammissibile. Nella nostra esperienza quasi tutti i Fori lombardi stanno ammettendo procedure con durate superiori ai 5 anni. Questo contrariamente a quanto avviene in altri territori, dove viene assunto un approccio più restrittivo, richiamando quanto avviene per il concordato.

Condividiamo chiaramente l’impostazione di una durata ragionevole, ma non vincolata a parametri fissi o restrittivi. In particolare per la procedura di accordo che, in quanto sottoposta all’approvazione della massa dei creditori, in mancanza di opposizione al piano proposto lederebbe il diritto delle due parti ad un accordo basato sul reciproco vantaggio.

 

About the Author:

Staff AIS
A.I.S. – Associazione Italiana Sovraindebitamento, prima associazione attiva sul tema del sovraindebitamento, e punto di riferimento per i professionisti operanti sulle disposizioni dui cui alla Legge 3/2012.