Sovraindebitamento: cosa dicono le Omologhe dei casi concreti?

A Civitavecchia il caso della settimana

A.I.S. Associazione Italiana Sovraindebitamento condivide con voi gli aspetti più importanti delle pratiche di sovraindebitamento presentate dai nostri associati nei Tribunali italiani.

Esponiamo il caso di un consumatore residente in provincia di Civitavecchia. In seguito alla separazione dal coniuge non è riuscito a pagare i debiti con banche e finanziarie, finendo in una situazione di grave sovraindebitamento.

Il fatto

Il Piano omologato dal Tribunale di Civitavecchia riguarda un consumatore sposato, con due figlie. La famiglia, all’interno di una normale dinamica quotidiana, aveva contratto un mutuo per l’acquisto della prima casa. Col tempo sono seguiti alcuni prestiti personali per l’arredamento dell’immobile e per altre esigenze di consumo, contando sul proprio stipendio e su quello della moglie. Dopo aver pagato regolarmente per alcuni anni i debiti contratti, due eventi rendono insostenibile il debito. Innanzitutto il divorzio, con la conseguente necessità di pagare alimenti per moglie e figlie, mette in seria difficoltà il debitore. Successivamente alcuni trasferimenti legati al lavoro e i relativi costi, mettono definitivamente in crisi la persona. Come sempre avviene in questi casi, dapprima si accumulano alcune rate impagate. In breve tempo gli interessi e i costi legati al mancato pagamento si accumulano fino a rendere la situazione irrisolvibile. Il debitore proverà autonomamente a richiedere un saldo e stralcio alle finanziarie che però si dimostrano insensibili alle sue richieste. Unica strada possibile rimane quindi quella di accedere alla L 3 2012.

Dopo la nomina di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) ai sensi della L 3 2012, è stata presentata una proposta di Piano del Consumatore. Piano predisposto dal consulente del debitore e positivamente attestato dal nominato Occ.

Il Piano omologato: Piano del Consumatore

Il Piano presentato prevede che il debitore versi a favore della procedura un importo mensile derivante dal proprio lavoro a tempo indeterminato, per i successivi 78 mesi.

L’importo è stato determinato secondo un criterio puramente matematico. Si è detratta dallo stipendio la quota destinata agli alimenti per le figlie e un importo mensile necessario per il sostentamento dello stesso debitore. La somma residua è stata interamente devoluta a favore dei creditori. Grazie a tali somme vengono soddisfatti completamente i creditori privilegiati. A banche e finanziarie non munite di privilegio viene riconosciuta una percentuale di soddisfazione di circa il 30%.

Il Piano viene corredato dall’attestazione di fattibilità del nominato Organismo di Composizione della Crisi.

Importante sottolineare che il Piano del consumatore, a fronte di un criterio di “meritevolezza”, non prevede l’esplicito voto dei creditori sulla proposta del debitore. Qualora corredato da positiva attestazione di fattibilità dell’Occ, viene omologato direttamente dal giudice.

In questo caso specifico, il Piano garantisce un regolare flusso di denaro mensile tratto dallo stipendio – quindi ragionevolmente certo – a saldo dei debiti contratti. Tutto in una sorta di accordo “a saldo e stralcio” confermato dal Tribunale.

Il commento

A macchia di leopardo sul territorio italiano iniziano ad essere omologati i primi piani del consumatore.

E’ importante quindi analizzare ogni singolo caso per individuare le tendenze interpretative che stanno guidando i giudici delegati nell’accettare o rifiutare le proposte di quello che a tutti gli effetti è un “concordato coattivo”.

Dall’omologa di questo caso emergono alcuni aspetti interessanti.

Il primo è sicuramente che tra i debiti era presente un finanziamento contro cessione del quinto dello stipendio. Questo è stato considerato a tutti gli effetti un finanziamento di natura chirografa. Tale interpretazione non sorprende. Essa si inserisce in un filone interpretativo del diritto fallimentare dove la cessione del credito non appare privilegiata ove tale credito non sia ancora mautrato.

Con riguardo alla meritevolezza dell’istante siamo indubbiamente di fronte a un caso di scuola. Un debitore contrae debiti pagandoli regolarmente. A un certo punto a causa di fattori imprevedibili (divorzio e trasferimento per lavoro) diventa inadempiente. Va però sottolineato che la dinamica del debito termina successivamente al divorzio. Il debitore in difficoltà dopo l’evento “traumatico” contrae alcuni piccoli ulteriori finanziamenti finalizzati a pagare le rate dei precedenti debiti. Ne consegue che l’interpretazione data dal giudice e dall’Organismo sulla meritevolezza appare quindi sostanziale e non meramente formale. Conta quindi l’intenzione soggettiva del debitore: aver provato in ogni modo a pagare i debiti contratti. Non conta l’aspetto puramente formale legato all’aver contratto i debiti anteriormente al momento dell’imprevisto che ha generato la situazione di sovraindebitamento.

Da evidenziare infine il ruolo dei diversi soggetti che hanno concorso all’ottenimento dell’omologa. Nel caso in specie infatti, il cliente è stato assistito da un consulente. Questi ha raccolto la documentazione, elaborato i numeri e scritto la proposta, presentando all’organismo un documento sul quale si è chiesta l’espressione di fattibilità e sostenibilità. Ci appare evidente come questo doppio intervento permetta all’Occ di concentrarsi sul suo ruolo primario. Un ruolo di garanzia per i creditori e di ausiliario del giudice. E’ stata permessa un’adeguata verifica del lavoro che gli è stato presentato, senza dover assumere il ruolo di consulente del debitore che indubbiamente stride coi ruoli di garanzia evidenziati.

 

By | 2017-02-20T17:54:05+00:00 14 febbraio 2017 - 7:08|Tags: , , , |

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A.I.S. – Associazione Italiana Sovraindebitamento, prima associazione attiva sul tema del sovraindebitamento, e punto di riferimento per i professionisti operanti sulle disposizioni dui cui alla Legge 3/2012.